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I reperti fossili indicano che gli uccelli propriamente detti ebbero origine durante il Cretaceo, circa centomilioni di anni fa.[5] Ci furono però uccelli primitivi al di fuori dal gruppo Avialae che risalevano sino dal periodo Giurassico.[6] Molti di questi uccelli primitivi, come Archaeopteryx, non erano capaci di volo potenziato, e molti ritenevano tratti primitivi come denti e code lunghe.[6][7] Indice 1 Descrizione 2 Distribuzione 3 Anatomia 3.1 L'apparato scheletrico 3.
1.1 Testa 3.1.2 Becco 3.2 Il sistema respiratorio 3.3 L'apparato digerente 3.4 Apparato riproduttore 3.5 Il sistema nervoso 3.6 Penne e piumaggio 4 Evoluzione 4.1 Dinosauri piumati 5 Tassonomia 5.1 Filogenetica 6 Comportamento 7 Legami con l'uomo 8 Gli uccelli nella letteratura e nelle arti 8.1 Similitudine degli uccelli in poesia 9 Note 10 Voci correlate 11 Altri progetti 12 Collegamenti esterni Descrizione Gufo delle nevi (Bubo scandiacus). Scheletri degli uccelli più grandi, tutti paleognati: moa di boscaglia, moa degli altipiani, moa costiero, casuario, moa dalle zampe grandi, nandù, struzzo, moa gigante e uccello elefante. Gli uccelli sono animali bipedi, alati, omeotermi ed ovipari, specializzati nel volo. Le loro dimensioni variano dai 5 cm del piccolo e leggero colibrì di Elena[8] ai 3 m dell'uccello elefante, un uccello malgascio estinto inadatto al volo. Tutti gli uccelli (tranne i moa e gli uccelli elefanti) hanno i due arti anteriori modificati in ali e questa caratteristica permette, a quasi tutti gli appartenenti alla classe, di volare. Proprio questa capacità di volare ha portato all'evoluzione di particolari adattamenti anatomici, tra i quali si possono citare il sistema digestivo unico ed il sistema respiratorio.

Aves

Gli uccelli (Aves Linnaeus, 1758)[1] sono una classe di vertebrati endotermi cladisticamente riconducibile come origine a un ramo dei dinosauri teropodi[2][3] caratterizzati dalla presenza di becchi sdentati e forcule, corpi ricoperti di piumaggio e ripieni di sacchi aeriferi, dita anteriori fuse, uova dai gusci duri, metabolismi alti e ossa cave ma robuste. In base a diversi criteri di classificazione, il numero di specie di uccelli conosciute oscilla fra le 9.000 e le 10.500[4], delle quali almeno 120 si sono estinte in tempi storici. Gli uccelli hanno ali più o meno sviluppate; gli unici non forniti di ali sono i moa e gli uccelli elefante, entrambi estinti tra i XI-XVII secoli. Le ali consistono di braccia specializzate, e la maggior parte delle specie riescono a volare. Tra gli uccelli non volatori ci sono i ratiti, i pinguini, e varie specie isolane. Certi uccelli, come i pinguini e gli anseriformi, sono nuotatori specializzati. Altri, come i corvidi e i pappagalli, sono tra gli animali più intelligenti, capaci d'utilizzare attrezzi e di lasciare in eredità comportamenti non congeniti, in effetti formando una sorta di cultura. Molte specie sono migratorie, traversando distanze notevoli annualmente. Gli uccelli sono sociali, comunicando con segnali visuali, richiami, canti, e partecipando in altri comportamenti sociali, inclusi la riproduzione cooperativa, la caccia, la formazione di stormi, e l'assalto cooperativo ai predatori. La maggioranza degli uccelli sono temporaneamente monogami, mentre altri dimostrano comportamenti poligini e (più raramente) poliandri. Le uova sono solitamente covate e incubate nei nidi. Gli uccelli sono i tetrapodi più abbondanti, con circa diecimila specie (la metà di esse classificate come passeridi). Vivono in quasi tutto il mondo, variando in grandezza da 5 cm per il colibrì di Elena, fino a tre metri per l'uccello elefante.

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